Itinerario Naturalistico "Antonio Curò"

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La proposta di realizzazione di un “Itinerario” di collegamento in quota tra il passo del Vivione in val di Scalve e il Rifugio “A. Curò” nella conca del Barbellino in alta val Seriana venne avanzata nel 1984 dalla Commissione per la Protezione della Natura Alpina della sezione del CAI di Bergamo. Dal progetto accolto con entusiasmo dalla sezione e dalle sue sottosezioni di Clusone (ora diventata sezione) e di val di Scalve si passò in breve alla fase operativa.

L’iniziativa in questione si inquadra negli scopi statutari del CAI con particolare riferimento all’obiettivo della conoscenza di alcuni meravigliosi ambienti naturali dell’alta val di Scalve, Bondione, Cerviera e Seriana. La realizzazione dell’Itinerario si è basata sulla riscoperta e ristrutturazione di percorsi in buona parte già tracciati ed esistenti, ma caduti da tempo in abbandono. È significativa la descrizione di una parte del futuro “Itinerario”, riferentesi al Sentiero n. 416 noto anche come “Ol Sintèr vòlt” (il sentiero alto), tratta dalla Guida “Conoscere la val di Scalve: le escursioni”, edita nel 1980 a cura della Comunità Montana di Scalve: “Il percorso dal passo del Vivione al passo di Venano e addirittura al passo di Belviso è di straordinaria bellezza: si svolge e si affaccia spesso sulla linea di cresta, cosi la visuale a sud è sulla zona bergamasca e a nord sulla Valtellina, dominata dallo imponente Gruppo del Bernina e del Disgrazia. È sentiero ancor oggi (1980) in parte esistente ed in parte da sistemare ex novo. Richiederà poi cure particolari ogni anno perché di difficile manutenzione. E da ritenere complessivamente difficile, specie nei tratti dal passo del Venerocolo al Belviso. Si tenga inoltre presente che lungo tutto il percorso non vi sono possibilità di rifugio”.

Quanto sopra riportato rappresenta una sintesi dei difficili problemi che si sono dovuti risolvere e vengono tutt’oggi affrontati per mantenere la percorribilità dell’Itinerario. Si è proceduto ad un intenso lavoro di risistemazione e messa in sicurezza della mulattiera tra il passo del Vivione e il passo di Belviso, costruita per scopi bellici nel 1° conflitto mondiale (1915-18); si è provveduto a effettuare alcuni necessari interventi di segnalazione nel pieno rispetto dell’ambiente delle tracce del sentiero esistente tra il passo di Belviso e il passo e la conca di Bondione; si è realizzato infine un utile punto di sosta a metà percorso, il rifugio Nani Tagliaferri al passo di Venano (intitolato alla memoria della Guida e Presidente della Sottosezione CAI di val di Scalve, tragicamente perito assieme ai compagni Italo Maj e Livio Piantoni nel corso della sfortunata spedizione alpinistica del 1981 al Pukajirka). L’Itinerario è stato proposto agli escursionisti distribuendo un pieghevole illustrativo nel 1987.

L’aver dedicato l’Itinerario ad uno dei fondatori nonché primo Presidente della Sezione del CAI. di Bergamo, Ing. Antonio Curò (1828-1906) rappresenta un omaggio alla personalità di un alpinista-scienziato del quale si intende ricordare l’opera svolta per la conoscenza e lo studio dell’ambiente montano.

E infine l’Itinerario vuole soprattutto proporsi quale percorso didattico-naturalistico teso alla conoscenza e al conseguente rispetto dell’ambiente naturale delle Alpi nello specifico di questo lembo orientale delle Orobie inserito nell’omonimo Parco Regionale alla cui istituzione il CAI tanto ha contribuito.